In occasione del 160° anniversario dell’annessione di Mantova e del Veneto al Regno d’Italia avvenuta nel 1866, si e' concluso un importante intervento di restauro che ha interessato il Castello di San Giorgio, sanandolo finalmente dalle ferite del terremoto del 2012. In continuità con i primi interventi, all’indomani del sisma e fino alla riapertura del Castello nel marzo del 2015, il restauro è stato finanziato con fondi ALES (ex ARCUS) del 2014. I lavori hanno riguardato principalmente due obiettivi: il consolidamento strutturale (lotto 1) e l’intervento di restauro di alcune celle dei Martiri di Belfiore (lotto 2).
Il primo lotto ha consentito di mettere in sicurezza il secondo piano del Castello con opere di miglioramento sismico e di sistemazione delle coperture; il secondo lotto ha riguardato il restauro delle celle di Carlo Montanari, di Giovanni Grioli e di Felice Orsini, di Tito Speri e di Ciro Menotti,
All’interno delle celle dei Martiri di Belfiore – luogo simbolo dell’aspirazione alla libertà verso l’Italia Unita – sono state conservate e valorizzate tutte le testimonianze delle varie stratificazioni che vanno dal Cinquecento, epoca di Francesco Gonzaga e Isabella d’Este, fino all’Ottocento, quando furono carceri austriache e subito dopo meta di pellegrinaggio per i sostenitori dell’Unità d’Italia per i quali i Martiri di Belfiore rappresentavano fulgido esempio.
Ricordiamo che al secondo piano furono rinchiusi, a partire soprattutto dagli anni Trenta dell’Ottocento, molti cospiratori politici, provenienti in gran parte dalle aree venete e lombarde, tra cui anche i nove patrioti impiccati appena fuori Mantova, fra il dicembre del 1852 e il marzo del 1853, nella valletta di Belfiore – don Enrico Tazzoli, Carlo Poma, Angelo Scarsellini, Bernardo de Canal, Giovanni Zambelli, Tito Speri, don Bartolomeo Grazioli, Carlo Montanari e Pietro Frattini – poi ricordati come i “Martiri di Belfiore”. A questi si aggiungono anche don Giovanni Grioli che, sempre a Belfiore, fu fucilato nel novembre del 1851 e il veneto Pier Fortunato Calvi, patriota del Cadore, impiccato nella zona extraurbana di Lunetta, non lontano dalla rocchetta di Sparafucile, nel luglio del 1855.
A questo monumentale progetto di recupero si è aggiunto un intervento, progettato dallo studio PDA di Mantova, che permette oggi l’accessibilità della torre sud-ovest del Castello. Per la prima volta in assoluto, il pubblico potrà arrivare ai camminamenti di ronda, tra le merlate che coronano la torre, e spaziare con lo sguardo sul paesaggio dei laghi di Mantova e sulla città, con un sorprendente e inedito punto di vista.
A partire dal 7 aprile 2026 sono attive le visite accompagnate alle Carceri e ai camminamenti di ronda, a cura del personale AFAV dal martedì al sabato in due turni al mattino alle 9.30 (scuole/gruppi) e alle 11.00 (singoli) e al pomeriggio alle 15.30 (scuole/gruppi) e alle 17.00 (singoli), sempre con prenotazione obbligatoria via infopoint tel. 0376 352100 (attivo martedì, mercoledì e domenica dalle 8.30 alle 13.30, giovedì e sabato dalle 14 alle 19), biglietto €5 a persona, gratuito per le scuole.
Attenzione: il percorso non è accessibile a persone con difficoltà motorie, sconsigliato per persone con problemi cardiaci o respiratori.